La luce del buio

E’ buio.
Sono in piedi, fermo, immobile.
Ascolto il vento freddo della notte.
Intorno a me nulla esiste, tutto è scomparso e non è più importante.
Sono il centro del mio universo e in esso posso immaginare qualunque cosa.

Una luce. All’inizio debole ma che col passare delle ore si fa più presente. Ciò che essa illumina è un portone antico, in legno, finemente decorato. Continua a leggere

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l’uomo in giacca e cravatta

fuori il buio.
il fiume scorre silenzioso nel suo letto, sotto il ponte.
la luce del lampione illumina una piccola porzione di marciapiede.
la panchina dell’autobus, così animata di giorno, ora riposa insieme a un quotidiano strappato, abbandonato li quello stesso giorno da un uomo in giacca e cravatta. Continua a leggere

Esame mattutino

S: …che ore sono?
E: …… 7.25
S: …(yawn) ancora 5 minuti…

La camera si riempie di luce, le finestre si allargano, i muri scivolano indietro e lo spazio si dilata. I banchi spuntano dal pavimento, la cattedra si posiziona di fronte. File e file di alunni chini sul loro compito d’esame.
Il professore, anziano coi capelli grigi e con un principio di gobba, è sul lato apposto dell’aula, sta sorvegliando con attenzione. Continua a leggere

piove? no, diluvia

C’è una teoria sul flusso delle vite.
Prese singolarmente, ogni vita individuale è una serie di eventi che derivano da scelte proprie o di altri.
Il saldo finale, somma di tutti gli eventi positivi sottratti di quelli negativi, la cui magnitudo è direttamente proporzionale alla rilevanza dell’evento stesso, è dato.
Ora, io non penso che quest’ultimo sia fisso, ma credo che ognuno attiri a se eventi positivi o negativi a seconda di fattori o comortamenti o modi di essere o chissà cos’altro.
Mi piacerebbe tanto capire su quali variabili devo lavorare per cambiare il flusso, invertire il trand, cambiare la minestra… insomma… così non ce la faccio proprio più.
Altra cosa che penso è che per ogni “fortuna” ci deve essere un suo evento nemesi contrario, ma non necessariamente della stessa intensità anche se abbastanza affini… se così fosse, gli scenari sono 3: o godo quotidianamente di colpi di culo rilevanti e non me ne accorgo, oppure ho avuto in passato una gande fortuna che ora pago con tante piccole nemesi, oppure tra poco tempo riuscirò a vincere al superealotto…
E mi sta anche tornando lo sfogo in fronte…

Mamma mia…
Oggi voglia di lavorare sottozero. Odio quando mi capita, sopratutto perché poi odio che sia capitato.
Nel frattempo sono qui a scrivere un post che nessuno leggerà su un blog che è peggio di uno zombie se si considerano le volte che è resuscitato. Vorrei andare a vedere quando è nato la prima volta, potrebbe essere divertente rileggere qualcosa… se non sbaglio inserivo tra le frasi un sacco di faccette, smile e via dicendo. D’altra parte però, rileggere i primi abomini potrebbe tentarmi di seppellire definitivamente sto moribondo… vedremo… dopotutto un po’ mi ci sono affezionato…
Periodo frenetico questo, la vita lavorativa settembrina mi spezza regolarmente in due, e, dopo averlo fatto, mi lascia un senso di amaro in bocca e di vuoto in testa. Lo fa tutti gli anni, regolare come un orologio. Sta volta sembra essere andata meglio, la sto gestendo, spero che non sia un fuoco di paglia… “neuroni sulle barricate!!!”
Ho voglia di riprendere il mio romanzo… quella sottospecie di racconto mai del tutto chiaro (neanche all’autore) che avevo iniziato a buttare già in epoche ormai lontane, quando il mondo si limitava alle “avventure” universitarie (…bei ricordi…). Che idee balzane che mi vengono… come se poi sapessi scrivere dignitosamente… beh, mi passerà.
Meglio tornare al dovere quotidiano prima che si ammucchi troppa roba…

raf raf

Un lieve prurito alla fronte… velato, appena appena…
poi la sensazione di qualcosa che si sposti nella parte alta del naso, dove c’è la cartilagine.
Ora lo senti chiaro, sai cosa ti aspetta.
Gli occhi ti si stringono e i dotti lacrimali cominciano a lavorare.
Il naso è ormai congestionato ma speri che tra poco ci sia la svolta.
Arriva il momento più delicato, quello in cui si decide delle sorti del muco… le lacrime hanno causato una produzione maggiorata e tutto il sistema è in crisi… l’orlo della svolta è ormai prossimo, o la va o la spacca…

ETCIUUUUUUUU!!!!!

“eccheccazzo!! qualcuno ha un fazzoletto?”

istante

Si alzò e aprì la finestra.
L’aria del mondo gli trasmise la speranza che non tutto fosse perduto.
Lei lo chiamò. La sua voce proveniva da un luogo lontano, oltre l’orizzonte.
E dall’orizzonte egli fuggì lanciandosi oltre la finestra, in un’infinita discesa che non sarebbe mai terminata.
Dentro la stanza solo i ricordi impressi nelle pareti azzurro cielo erano ancora vivi. Tutto il resto era perduto e quando il sole tramontò oltre il colle, il buio la inghiottì lasciando solo freddo e silenzio.
Poi fu il nulla.

Stream of consciousness

cosa voglio dalla vita?

cosa vuoi dalla vita?
sei la persona che vuoi essere o solo il suo riflesso?
avrai il coraggio di scegliere?
hai il coraggio di rischiare?
per vincere bisogna accettare di poter perdere…
che cosa vuoi essere?
seguire la corrente è facile ma la corrente nn porta sempre dove si vuole
uscire dagli schemi e avere il coraggio di seguire i propri sogni nn è cosa facile
ma prima ancora… capire quali siano…

chi sta vincendo… stai vincendo tu o il mondo?

sto vincendo io?

neve

il rumore della neve che cade tra gli alberi è magico
da soli in mezzo ad un bosco
durane una nevicata
una bella nevicata
il silenzio che avvolge tutto col suo mano delicato
la sensazione che non esista più nulla se non il tempo stesso
il pallido biancore che si diffonde in ogni cosa e intacca il cielo, l’aria
e tu nel mezzo.. e piano piano sempre più dentro, sempre più bianco
è allora che tutto ha un senso
il senso delle cose
la pace dei sensi e delle emozioni
il rumore della neve che cade tra gli alberi è magico

Dubbi e problemi

Quando un amico ha ragione, ha ragione: si può provare a sostenere il contrario con validissime ragioni che potrebbero sollevare ragionevoli dubbi, si potrebbe riuscire ad ingannare se stessi, si potrebbe anche al limite riuscire a convincerlo che in realtà non è vero o che ha preso un abbaglio… ma se la realtà, i fatti dimostrano il contrario allora non si può altro che chiedere scusa e prenderne atto.
Questo è proprio quello che sto facendo ora. Per ovvi motivi non dirò a chi mi sto riferendo, ma credo che se lui o lei leggeranno mai questo post farneticante, almeno qualche dubbio gli o le dovrebbe venire…
Il fatto poi che avesse ragione non è che sia bello in sè, anzi, evidenzia un problema, che non riesco a risolvere. Si trattasse di cifre o di qualcosa di poco importante allora sarebbe un conto… ma così non è e io ora mi ritrovo qui a doverlo affrontare. Porta A o porta B? Passato o futuro? Vicino o lontano? Bianco o nero?? Chi mi da una mano? Va a finire che lancio la monetina…
Amico(a) mio(a)… visto che hai diagnosticato tempo fa il problema (e a quanto pare ci vedi molto meglio del sottoscritto…), non è che mi diresti anche come uscirne??