La luce del buio


E’ buio.
Sono in piedi, fermo, immobile.
Ascolto il vento freddo della notte.
Intorno a me nulla esiste, tutto è scomparso e non è più importante.
Sono il centro del mio universo e in esso posso immaginare qualunque cosa.

Una luce. All’inizio debole ma che col passare delle ore si fa più presente. Ciò che essa illumina è un portone antico, in legno, finemente decorato. Dall’aspetto sembra risalire a mille anni fa.
Io resto nel mio buio senza fiato, timoroso di avvicinarmi ed entrare nel cono di luce.
La porta scricchiola, si apre, esce un uomo.
Mi avvicino per osservarlo meglio e noto che in mano porta un oggetto piatto, anch’esso antico ma non riesco a capire di cosa si tratti.
Per capire dovrei avvicinarmi ma prima di riuscire ad avere il coraggio, ecco che l’uomo si sposta verso la mia posizione.
Non riesco a muovere un muscolo, sento il cuore che riparte e non smette di martellare, il respiro si fa affannato e comincio a sudare.
L’uomo è ormai davanti a me e la sua luce ha portato vita al mio mondo, soppiantato dalla realtà. Egli alza lo sguardo e mi porge l’oggetto che porta con sè.
Nello specchio il mio viso riflette l’immagine dell’uomo.

Tutto si dissolve e il buio torna padrone.
Ho paura.

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