l’uomo in giacca e cravatta


fuori il buio.
il fiume scorre silenzioso nel suo letto, sotto il ponte.
la luce del lampione illumina una piccola porzione di marciapiede.
la panchina dell’autobus, così animata di giorno, ora riposa insieme a un quotidiano strappato, abbandonato li quello stesso giorno da un uomo in giacca e cravatta.
l’uomo, distinto e pacato, si sarebbe recato al lavoro come tutti i giorni ma quel giorno per lui sarebbe stato speciale, a suo modo diverso e unico. rincasando prima del solito, avrebbe comprato una bottiglia di champagne per brindare insieme alla moglie e alla figlia. si sarebbe festeggiato il successo che tanto avrebbe significato per il benessere della famiglia.
il negozio di liquori era ancora aperto e l’uomo entrò facendo suonare il campanello. Immediatamente i tre uomini all’interno, allarmati dal suo arrivo, si mossero nella sua direzione.
non ebbe neanche il tempo di reagire. tutto finì ancor prima di cominciare
ma la coscienza rimase ancora a lungo, vigile seppur impotente. capì cosa gli accadeva quando fu caricato nel baule e gettato nel fiume ma mai ne capì il perchè.
alla deriva sulle acque, fuori ormai solo il buio e il gelo.
gli occhi, aperti per sempre gli consegnarono l’ultima la luna piena alta sopra le stelle.
poi anche gli ultimi pensieri scivolarono lenti nell’oblio.

e fu buio.

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