Parliamo la stessa lingua??


Ho dei serissimi problemi nel farmi capire.

No veramente… sono sempre stato convinto che spiegando le cose con calma e semplicità, la gente fosse in grado di capire cosa volevo che facessero.
Non è così.

Magari qualcuno conosce il sistema, il metodo, l’ingrediente segreto per far funzionare i neuroni di colui che ti ascolta??? O che magari NON TI VUOLE ascoltare??

Eppure non mi sembra di parlare aramaico!!!!!

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15 thoughts on “Parliamo la stessa lingua??

    • Ciao Matteeeeee!!!!! finalmente sei arrivato, cominciavo a disperare 🙂
      Ho visto che stai abbandonando il blog… no no non si fa! Ti ho lasciato anche un commento per farti ricredere…

      Cmq sono passato a WP perchè MSN chiude e visto che c’ero ho trasportato tutto l’ambaradam che avevo su Splinder.
      Senza una era ragione in effeti, più voglia di cambiare che altro.

      Come al solito il blog subirà una fortissima stagionalità, ma pazienza, ora ho voglia di scrivere 🙂

  1. Allora mi sa che abbiamo lo stesso problema 😉
    Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire!
    E non c’è peggior cretino di chi insiste a sprecare parole e fiato e sinapsi appresso a persone che sappiamo benissimo non vogliono farlo!
    Forse la colpa è anche nostra, dovremmo incanalare le nostre energie diversamente 😉
    Tanto prima o poi arriverà o il giorno che ci diranno “ora ho capito”, oppure “avevi ragione” oppure non arriverà nessun giorno perchè il nostro interlocutore in relatà se ne sbatteva altamente di quello che dicevamo, e allora lì ancora meno rimpianti e meno energie sprecate senza senso…
    Amara riflessione la mia, però ormai sono totalmente cinica

    • Condivido amaramente la tua amara riflessione
      Però quando è necessario che si ascolti e si faccia come bisogna, ma non si raccolgono risultati… grrrrr che incazzature…

      Quando poi non si può rovinare il rapporto… so solo io quante volte gli avrei urlato dietro!!

    • Un anno e ancora nessun risultato??
      Io sono dietro da 4 anni… qualche traguardo l’ho raggiunto ma…. azz… vorrei poter dare pan per focaccia! Quanto sarebbe bello……

  2. io in un anno diciamo che ho avuto fasi alterne, dal sole alla luna, dal “sembra che va molto meglio” al “sembra che va molto peggio” al “sembra che non è cambiato nulla”.
    E siccome mi sono stancata di illudermi in queste fasi del cazzo che ci sia qualcosa da vederci dentro di diverso, per ora, ho mollato.
    Non serve a nessuno.
    Se non è l’interlocutore ad aver voglia di cambiare qualcosa allora è tutto veramente inutile.

  3. a Napoli si dice “chi di speranza campa disperato muore”, anche se tempo fa sul mio blog postai na frase di Neruda mi pare, proprio sull’analisi della speranza.
    Sperare penso sia sano finchè è una cosa intelligente da fare…ma se diventa autolesionismo allora io penso forse dovremmo tentare di diventare un attimo + coscienti del fatto che esiste un istinto di conservazione e di sopravvivenza, anche se per persone molto sensibili è molto + facile autodistruggersi per inseguire una speranza, qualcosa o qualcuno.
    Però guarda ti dirò, sono ormai a 30, fra pochi mesi, e non sono + una ragazzina, non ho + tutto questo tempo da sprecare, o rischiare di investire male ecco….
    E è quello che mi ripeto tutti i giorni per evitare di continuare a fare sempre gli stessi errori…

    • Il problema è capire quand’è arrivato il momento di buttare la spugna e la paura che si prova nel pensare al futuro.
      Poi ci sono tanti fattori secondari, ma questi per me sono i più importanti.
      Il momento di arrendersi in particolare non è assolutamente scontato, sopratutto per persone che stanno investendo tempo e sudore nel progetto stesso. Se si molla presto poi potrebbero insorgere rimorsi o simili, se si molla tardi, beh, in quel caso ci si autodistrugge: il rischio è quello di perdersi e non capire più cos’è giusto e cosa non lo è. Si rischiano certe batoste…
      Purtroppo è difficile restare sereni e capire quello che deve essere fatto…

  4. Esistono dei progetti che si costruiscono giorno per giorno, e a volte il progetto esiste solo per giustificare la compresenza dei due attori, che al crollo del progetto si trovano con in mano un cerino, troppo difficile da gestire…

  5. bah si, troppo presto rimorsi, troppo tardi distruzione, ma alla fine nessuno sa oggettivamente quale sia il momento per gettare o meno la spugna.
    Diciamo che le cose si fanno finchè si ha voglia di farle e finchè magari nonostante tutti i lati negativi, ci si crede ancora.
    Quando smetti di crederci, o diventi intollerante, purtroppo la situazione precipita velocemente….
    Per il momento nonostante non è che sia facile per me, e mi fa male pensare a certe cose, penso anche però, tante volte, “ma ij m’agg proprj rutt o cazz ma dove sta scritto che mi devo tenere certe cose?”
    Ecco, rendo l’idea? ^^

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