Into the wild


Director:
Sean Penn
Writers (WGA):
Sean Penn (screenplay)
Jon Krakauer (book)
Release Date:
25 January 2008 (Italy)
Genre:
Adventure / Biography / Drama

Il film è tratto dal bestseller “Nelle terre estreme” – sulla vita di Christopher McCandless – di Jon Krakauer. Penn lesse il libro due volte in una serata e già il giorno dopo si attivò per ottenerne i diritti, arrivati dopo quasi 10 anni col consenso della famiglia McCandless. Fu così che di getto, senza rileggere nulla, scrisse la sceneggiatura, incontrò i conoscenti di Christopher, ottenne suoi diari e lettere dalla sorella e diresse quello che può essere visto come un viaggio meraviglio all’interno dell’essere umano.
La storia che ne viene fuori è incredibile, meravigliosa, toccante e in un certo modo anche piuttosto politica, un’opera intensa, capace di commuovere e far riflettere lo spettatore.
Emile Hirsch, che interpreta come meglio non potrebbe la parte del protagonista, ha imparato a scalare le montagne e a discendere i fiumi in cayak per poter provare sulla sua pelle le stesse sensazioni e poter ripercorrere il più fedelmente possibile il percorso che cambiò la vita del “supertramp”.
La trama è semplice e immediata, tutto è subito evidente e lo spettatore non è mai tenuto a cercare significati nascosti. Si tratta della scelta di un ragazzo appena 20enne – di famiglia agiata – di perdersi nella Natura in compagnia di Byron, Thoreau, Tolstoj, London e niente di più oltre allo stretto indispensabile per la sopravvivenza. Una fuga – suddivisa in capitoli che ne tracciano l’ossatura – dalla civiltà umana e da genitori litigiosi e portatori di un “devastante” segreto alla ricerca ostinata di quel qualcosa che per lui segnerà la svolta finale.
Penn è maestro ad accostare la componente autodistruttiva alla drammatica conquista di una personale saggezza.
Quasi elemento portante è la splendida e azzeccatissima colonna sonora firmata dalla voce di Eddie Vedder e una fotografia da brividi con immagini straordinarie e di rara bellezza enfatizzate da quel sentore poetico che pervade tutta la pellicola.

I paesaggi, la fotografia, la colonna sonora di Michael Brooks, gli ottimi attori insieme non bastano comunque a raccontare l’emozione che suscita la pellicola. Visione assolutamente consigliata.

“La felicità è reale solo se condivisa.”
“Happiness only real when shared.”

Scritto da Christopher McCandless tra le righe di un libro
INTO THE WILD (Into the wild) di Sean Penn, 2008

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26 thoughts on “Into the wild

  1. BRAVA EK!!!
    “Eddie Vedder, leader dei Pearl Jam, cura da solista la colonna sonora dell’ultimo film di Sean Penn regista, “Into the wild”. Il risultato sono undici brani, in prevalenza brevi e misteriosi, che emozionano fino a far venire la pelle d’oca per la voce calda e ruvida di Vedder, per l’essenzialità delle melodie e per i suoni originali di strumementi caratteristici americani.”

    Peg

  2. Mac non ci odiare, la prossima volta portiamo anche te!!

    “If you want something in life, reach out and grab it.” Christopher McCandless into the wild

    ek.

  3. No no ek!, se avessi visto i megalomostri con me anche tu ti odieresti (beh e odieresti me per avertici portato!) !! Mannaggia alla sindrome del multisala… e poi ti guardi godzilla invecchiato che sgranocchia grattacieli!

    Comunque grazie del consiglio Ek! E se quello che voglio non volesse farsi grabbare? 😉

  4. Mac, si lo ammetto, forse per i megalomostri potrei anche odiarti…

    quello che vuoi non si fa grabbare? quando mi capita, mal che vada, faccio come i Negrita: “se il vento è troppo forte, giro dall’altra parte e poi sarà come avere una marcia in più”

    ek & mozilla.

  5. Io farei a meno di guardare megalomostri ek…. 🙂

    Certo ce n’è pochi di testoni come me… chissà forse hai ragione tu ed è proprio il deserto sbagliato…

    ma se fosse il deserto giusto, e ne valesse la pena? mmaaaaaahhhh who knows?

    i dubbi ci sono sempre… e i deserti pure 🙂

    preparo la valigia?

  6. la mia è pronta!
    preparala piccola però: documenti, soldi, telefono, pigiama, spazzolino…
    se proprio vuoi un cambio di vestiti…
    la lonely la porto io!

    non serve altro direi…
    ai deserti ci pensi quando torni!

    ek.

  7. Ok… i deserti li lascio dove stanno va!
    Addirittura un cambio di vestiti? Sarai mica troppo magnanima?

    Pigiama posso portare quello con la scritta fosforescente che si illumina di notte?

  8. Mah, visto il feeling potremmo andare anche solo noi 2… tanto la valigia è piccola… e la maniglia mormora…

    Però, voglio viziarti… se vuoi uno sherpa portiamo Saiph… e a sto punto allarghiamo anche a Peg, tanto lo sherpa, valigia più valigia meno, non se ne accorge… (poi insomma non è che Peg faccia molto volume !)

    A te la scelta, viaggiatrice 🙂

    Certo che con lo sherpa ci giochiamo un romantico tete a tete…

    Mac (& finalmente si è tolta dai pidi un po’ di gente e si respira meglio!)

  9. Non si può… PiGPeG è troppo bisi in questo periodo…
    Con questa premessa siamo certi di voler rovinare il romantico tete a tete portandoci Saiph?

    Per quanto discreto e utile, forse forse lo lascerei a casa…

    ek.

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